Appunti presi male

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Bipolarismo

Com’è difficile scegliere
su che fianco della lama scivolare
e quale pezzo di sé lasciare oltre
Ma è dolce la democrazia
che taglia tutti in pezzi
così uguali e fini
E noi la dobbiamo accettare!

Se non posso portarti a Milano
Porterò Milano da te

La piegherò e la metterò in valigia
—più di così non si può sciupare!
Le ridaremo aria e colore
La stenderemo sul prato
e ci sdraieremo
a guardare le stelle che qui
non ci si concedono

E poi, prima di andare di nuovo
mi darai un bacio grande e sinuoso
come tutta la città
Profondo come la Rosandra e caldo
come le pietre del pomeriggio.

Ma che pena, dover decidere
su che fianco della lama scivolare

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La libertà non è una cosa da possedere. Non è un oggetto. È piuttosto un segno della personalità: noi siamo più o meno liberi di resistere a una pressione esterna, più o meno liberi di fare ciò che vogliamo e di essere noi stessi.
Erich Fromm, “L’arte di ascoltare”

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È vitale fare un uso responsabile delle parole, ed è urgente condannarne l’abuso come crimine. Questa prospettiva è sempre più lontana dal nostro mondo in cui nessuno è più chiamato a rispondere delle proprie parole, nel flusso indistinto di catarro verbale che domina il nostro spazio comunicativo.
Moni Ovadia (via ilfascinodelvago)

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Nick Cave & The Bad Seeds
Far From Me

rispostesenzadomanda:

Nick Cave and the Bad Seeds - Far From Me (via mercurialblonde)

You were my mad little lover
In a world where everybody fucks everybody else over
You who are so far from me

Notevole

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Periferia

Se guardi in alto vedi
una giovane ragazza al balcone
seduta all’ombra della tenda
che conversa e
contestualmente
pesti una merda;
ma se non la merda,
almeno gli uomini ti schifano:
«Egli guarda in alto!
Non è uno di noi!
È diverso.»

E se guardi in basso
gli uomini ti assumono
«Egli guarda in basso!
È addomesticato!
È perfetto e funzionale
alla nostra pipeline.»

Così ma proprio di getto eh

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Misero esperimento tipografico con i web font di gughel:

Buon 25 Aprile!

Sufficientemente banali da usare e il wizard è assai comodo. Peccato manchino un sacco di bei font free.

Font utilizzati
Fredericka the Great
IM Fell English SC

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Ci sono due categorie di problemi

Ci sono due categorie di problemi:
I problemi evitabili e i problemi risolvibili. Mai incaponirsi a risolvere un problema che può essere evitato. E mai sognarsi di cavarsela evitando un problema quando questo va risolto.
Ma al sommo di tutto la cosa veramente fondamentale è, sia che problemi siano risolvibili o evitabili, di non limitarsi banalmente ad ignorarli.

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Il mediocre invidia, quantomeno, la pietà altrui che lo sfortunato, il miserevole, può ancora permettersi.

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Senza dubbio, la fatica del filosofo, dell’uomo che cerca di trattare idee pure, e la fatica del poeta, che può essere quella di realizzare le idee, non si possono sostenere contemporaneamente. Ma questo non significa negare che la poesia possa essere in un certo senso filosofica.
Thomas Stearns Eliot (via abatelunare)

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Il mio riflesso

Ecco, allora, ecco che sgorghi
come il fiume di un ricordo
dal muro nero e silenzioso
vibrante di vite che non possono
essere mai conosciute
Ecco che ogni parola
decade come polvere inerte
come ogni mio anelito
come ogni mia sconfitta
a costruire un deserto
che sommerge ogni respiro.
Allora, dove sei? chi sei?
perché il tuo nome non può mai
essere iscritto
in nessun ricordo definito,
in nessuna speranza assodata?

Sei il mio riflesso
Sei una solitudine bicamerale
che parla, ma si nega
ogniqualvolta esigo risposte
e ripone le domande
che io non ho mai osato.
Ecco, allora, ecco
che verrai a prendermi
dentro il muro nero e muto
dove toccherò tutte quelle vite
che non possono essere mai esistite.

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Parsimonia

Sembra che la più grande scoperta del genere umano all’alba del ventunesimo secolo sia riassumibile in una sola parola dal suono un po’ vecchio e dal senso un po’ misterioso:

Parsimonia

Perché se ne parla spesso e volentieri, mai chiamandola col suo nome; mascherandola piuttosto dietro altri concetti, quali: austerity, efficienza, risparmio energetico, arrivare a fine mese, eccetera.

E nelle attuali democrazie, ancora profondamente basate su dogmi religiosi e para-religiosi, dove tanto si decide per fede piuttosto che per oculatezza, è ironico che non si possa dire: “è bene essere parsimoniosi”, ma che si debba relativizzarlo, contestualizzarlo, circostanziarlo, e suffragare la bontà di questo valore – etico o morale che si voglia – tramite il ragionamento, tramite questioni di praticità, o di stretta necessità. Tanto per la misteriosità.

A me la parsimonia – senza neanche arrivare all’eccessiva morigeratezza – me l’hanno semplicemente impartita i miei genitori come valore nella loro educazione, appunto. Ad esempio: mia madre mi ha insegnato a non lasciare accesa la luce in una stanza della casa che non occupo, né a lasciar correre l’acqua quando non serve mentre mi faccio la doccia, senza bisogno di ergersi a paladina della bioeconomia, e senza aspettare di sentirlo dire in un servizio allarmato del tiggì di turno. Ma mi rendo conto che cose così, che a me sembrano tanto ovvie da considerarle naturali, siano legate all’educazione prettamente contadina dei miei, e che in parte è arrivata fino a me (pur con talune dissonanze); mentre a chi è abituato solamente alla vita di città, così piena di ostentate abbondanze (molto spesso solo quelle degli altri, però…), possano apparire non scontate, se non addirittura innovative. E per la proprietà transitiva conferitami dal moderno sillogismo che “rurale è vecchio”, questo conta per la vetustà.

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